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Candidati Consiglieri

Domenico Frammartino

Domenico Frammartino

"Sapete tutti quanto la politica sia stata da me vissuta come passione e come servizio, e queste cose non cambiano mai. Ho vissuto mesi di travaglio che hanno sancito il mio distacco da IDM (Italia del Meridione) per la non condivisione della sua linea politica e questa scelta non è stata indolore, per le belle persone incontrate e per i principi fondanti di un movimento che ho amato molto e che faranno sempre parte del mio sentire e del mio agire."

E' quanto afferma Domenico Frammartino (detto Mimmo), candidato alla carica di consigliere alle prossime elezioni amministrative di Cosenza, a sostegno del candidato a Sindaco Franz Caruso. "Si è chiusa un'esperienza importante ed avverto forte un grande desiderio: TORNARE A CASA! Quella casa che idealmente non ho lasciato mai perché essere di sinistra non è una casacca che si indossa ma un modo di essere, una scelta di vita che ho fatto quando ero ancora un ragazzo con di fronte i giganti della politica calabresi ancora oggi ineguagliati e col cuore rivolto all'esempio che mi veniva da un grande uomo come Sandro Pertini, il Presidente più amato."

"Torno tra i socialisti e nella mia città. Cosenza merita di rivivere ancora i tempi in cui era la capitale della cultura calabrese ed era la città più socialista d'italia. Franz Caruso, è un socialista, è persona perbene e non è un sindaco "inventato", ha un passato ed un'esperienza politica da mettere al servizio della città. Io lo sosterrò da candidato nella sua lista, perché amo Cosenza e voglio esserci sempre laddove e quando si decide il suo futuro."

"La Cosenza socialista e progressista deve riprendere a vivere e so che questo è anche il sogno di molti di voi. A Cosenza spira finalmente il vento socialista, spira il vento della discontinuità amministrativa. Del lavoro si deve occupare il Governo nazionale ed il Governo regionale. Mi piacerebbe che nella mia città si spendessero le centinaia di migliaia di euro sinora destinate a consulenti prezzolati e pendolari per dar vita a progetti di lavoro per i nostri giovani."

"Mi piacerebbe che nelle mega feste ad esibirsi al posto dei nomi altisonanti fossero i “nostri” artisti, quelli che rappresentano le scuole d’arte della città, il conservatorio, le scuole di musica, le sale d’incisione, quelli che hanno alle spalle un passato eroico perché qualcuno è sempre venuto prima di loro nell’attenzione e nelle opportunità di lavoro o quei nostri figli illustri che hanno successo altrove ma che sarebbero pronti anche ad un gesto d’amore per la propria terra."

"Mi piacerebbero queste cose perché spesso le consulenze rappresentano, in questi anni di bisogno, un doppione scandaloso degli assessori nominati al di fuori del Consiglio, e magari preferiti a quanti pure offrono la propria indiscussa professionalità a costo zero, e poi perché, se è vero che ogni scelta dell’Amministrazione comunale deve lasciare un segno nella città, vorremmo che dopo un capodanno in piazza non rimanessero solo le lattine di birra vuote, ma restasse la certezza di aver fatto una cosa giusta per la quale, magari, i nostri artisti potrebbero decidere di continuare nel loro cammino perché la loro città li ama e li apprezza."

"Pensavo queste cose cinque anni fa. Le penso ancora oggi e stavolta con la voglia e la passione di realizzarle assieme a chi ci crede profondamente, Franz Caruso, candidato a sindaco di Cosenza. La "grande bellezza" di una città è la sua vivibilità. Perché i luoghi sono le persone che li abitano ed infondono loro vita."

"In tanti, di passaggio a Cosenza, ammirano il suo centro città, come è giusto che sia, ma sinceramente non so cosa direbbero se visitassero anche le nostre periferie, il centro storico, le nostre contrade, ma la città tutta che non sia Corso Mazzini. Se vivessero o lavorassero a Cosenza, se facessero i conti ogni giorno con la mancanza di servizi, di acqua, di raccolta di rifiuti. O immersi ogni giorno nel suo traffico delirante. Non so, forse il loro giudizio, ahimè, cambierebbe. Rendere "bella" Cosenza dovrebbe dire ritrovare lo splendore della sua cultura e della sue tradizioni. Dovrebbe dire, prima di ogni altra cosa, rendere i cosentini felici ed orgogliosi di abitare laddove visse Bernardino Telesio."

 

 

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