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Giulia D'Ambrosio: "Pensieri elettorali in libertà"

Giulia D'Ambrosio: "Pensieri elettorali in libertà"

"Funziona più o meno così. Quasi 900 candidati in una cittadina di pochi chilometri quadrati e con pochissimi abitanti sono tanti, a cominciare da me, siamo in tanti. Ed è inutile essere ipocriti, lo si sapeva, quindi non c’è nessuna attenuante. Accettando una candidatura alla mia età significa non vivere l’assillo di tanti che, invece, ne fanno una questione di vita o di morte, soprattutto quelli (di cui sento parlare nei miei colloqui) che in Consiglio Comunale ci sono da dieci, venti anni."

E' quanto afferma la giovane Giulia D'Ambrosio, candidata alla carica di consigliere alle prossime elezioni amministrative di Cosenza, nella lista "Azione", (il movimento politico fondato da Carlo Calenda e Matteo Richetti), a sostegno del candidato a Sindaco Franz Caruso.

"Non pensavo, però, che fosse così difficile districarsi nel groviglio delle parentele, peraltro quasi tutte segmentate, divise da doppie e triple candidature. Vallo a spiegare a chi ha un parente candidato che bisogna votare, bisognerebbe votare senza condizionamenti, si dovrebbe, ma così non è! E vallo a spiegare a quelli che con onestà ti rispondono “mi spiace, non posso votarti…” perché hanno un “favore” in sospeso: invalidità civile, un permesso edilizio, una promessa di lavoro od a quelli che pur non dicendolo capisci che sono come vincolati da una elargizione di varia natura."

"Un po’ come negli anni 60 a Napoli dove il magnate Achille Lauro dava una scarpa ed un chilo di pasta, ma solo dopo aver ricevuto il voto. Oggi quel nome lo porta un artista “maledetto”, ma lui le canzoni le canta dall’inizio alla fine, non attende un voto per completare il brano. E vallo a spiegare a quelli che hanno ricevuto una “cortesia” e ti avranno detto “grazie, se avrai bisogno di me ci sono sempre…”, ma poi hanno chiesto una cortesia ad altri e, quindi, il voto lo danno all’ultima persona perché devono ottenerlo ora e subito."

"E vallo a spiegare ai giovani che funziona così, non per tutti ovviamente. Ed io l’avevo sentito dire a mio padre, ma non realizzavo che fosse così pesante muoversi in una campagna elettorale. Siamo l’esercito del “voto” oltre che dei selfie ed a poco, mi rendo conto può servire lo sforzo di indicare un progetto, un’idea, la voglia di cambiare il rapporto fra politica e cittadini, anche a causa della crisi dei Partiti (ne ha scritto benissimo il Sen. Massimo Veltri proprio oggi sul quotidiano del Sud)."

"Non è un tema presente in questi giorni tumultuosi. Però, però c’è invece una porzione di città libera da queste volgarità e depravazioni, libera di ascoltare, capire e giudicare le “cose”. Mi auguro che questa porzione di città prevalga, anche se ho qualche dubbio che possa accadere."

"Noi, però, a questa età non dobbiamo abbandonarci allo sconforto, almeno noi. Sarebbe la fine. Dobbiamo avere la testa dura, lo sguardo fisso ed è anche per questo che chiedo a Franz Caruso di lavorare anche su questo. Che non è un compito facile."

 

 

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